Le nuove norme 2025 per la produzione di calcestruzzo sostenibile e l’impiego di aggregati riciclati  fini
L’entrata in vigore della norma italiana UNI 11104 del luglio 2025 e la UNI/PdR 176 del 24 luglio 2025 sollecita l’impiego di calcestruzzi sostenibili per il settore delle costruzioni. Il percorso vuole coinvolgere tutta la filiera produttiva dagli aggregati, cementi, additivi per minimizzare gli impatti dei processi ed ottenere un calcestruzzo sostenibile.

La Prassi di Riferimento 176 congiuntamente alla nuova UNI 11104:2025 sottolinea l’importanza di utilizzare aggregati riciclati per la produzione del calcestruzzo, sempre nell’ottica del rispetto dei requisiti di garanzia.

È importante sottolineare la grande novità che la UNI 11104:2025 è la prima norma ad indicare le percentuali di aggregati riciclati fini da utilizzare nei mix design.

A seguito si descrive il percorso temporale delle norme che si sono susseguite nell’ultimo decennio.
UNI EN 206:2014 – (calcestruzzo – specificazione, prestazione, produzione e conformità)

    • Paragrafo 5 “requisiti per il calcestruzzo e metodi di verifica”
    • Punto 5.1.3 “aggregati”
    • Aggregati di recupero conformi al punto 5.2.3.3 “aggregato di recupero”

  • L’aggregato di recupero può essere utilizzato come aggregato per il calcestruzzo purché sia utilizzato solo internamente dal produttore o un gruppo di produttori.
  • L’aggregato di recupero non deve essere aggiunto in quantità maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale se non suddiviso in classi granulometriche.
  • Nel caso in cui le quantità degli aggregati lavati di recupero siano maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale, esse devono essere divise in aggregati grossi e fini separati e conformi alla EN 12620.
  • Nel caso in cui le quantità degli aggregati frantumati di recupero siano maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale, esse devono essere trattate come aggregati riciclati.
  • Punto 5.2.3.4 “aggregati riciclati”

Le raccomandazioni per l’utilizzo degli aggregati riciclati grossi sono indicate nell’appendice E.
nota: la presente norma non contiene raccomandazioni per l’utilizzo degli aggregati riciclati fini.

UNI 11104:2016  – (calcestruzzo – specificazione, prestazione, produzione e conformità –       specificazioni complementari per l’applicazione della EN 206:2014)

  • Punto 5.3 aggregati di recupero definiti nei punti 3.1.2.14 e 3.1.2.15 e utilizzati in conformità al punto 5.2.3.3 della UNI EN 206:2014
  • Prospetto 4Massima percentuale di sostituzione dell’aggregato grosso con aggregato grosso riciclato in funzione della tipologia di aggregato, della classe di resistenza e della classe di esposizione.

Appare evidente che anche la norma italiana 11104:2016 esclude l’impiego di aggregati fini recuperati per la produzione di calcestruzzo.

NTC 2018 – (Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “aggiornamento delle NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI”)

Capitolo 4.1 “ costruzioni di calcestruzzo”
Punto 11.2.9.”componenti del calcestruzzo”
Punto 11.2.9.2 “ aggregati”

  • Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, oppure provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata a UNI EN 13055.

È consentito l’uso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla Tab. 11.2.III a condizione che la miscela di calcestruzzo, confezionato con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e documentata, nonché accettata in cantiere, attraverso le procedure di cui alle presenti norme.

A seguito tab. 11.2.III – indicazioni della percentuale massima utilizzabile di aggregato grosso riciclato.

Anche il DM 2018 sottolinea l’obbligo di utilizzare solo aggregati riciclati grossi.

UNI EN 206:2021(calcestruzzo – specificazione, prestazione, produzione e conformità)

Punto 5.2.3.3 “aggregato di recupero”

  • L’aggregato di recupero può essere utilizzato come aggregato per il calcestruzzo purché sia utilizzato solo internamente dal produttore o un gruppo di produttori.
  • L‘aggregato di recupero non deve essere aggiunto in quantità maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale se non suddiviso in classi granulometriche.
  • Nel caso in cui le quantidegli aggregati lavati di recupero siano maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale, esse devono essere divise in aggregati grossi e fini separati e conformi alla EN 12620.
  • Nel caso in cui le quantità degli aggregati frantumati di recupero siano maggiori del 5% in massa dell’aggregato totale, esse devono essere trattate come aggregati riciclati.

Punto 5.2.3.4 “aggregati riciclati”

Le raccomandazioni per l’utilizzo degli aggregati riciclati grossi sono indicate nell‘appendice E.
nota: la presente norma non contiene raccomandazioni per l’utilizzo degli aggregati riciclati fini.

Come nella norma UNI EN 206:2014 non vengono indicate raccomandazioni per l’utilizzo dei aggregati riciclati fini, anche se non vengono esclusi come indicato nelle NTC 2018.

UNI 11104:2025(calcestruzzo – specificazione, prestazione, produzione e conformità – specificazioni complementari per l’applicazione della UNI 206:2021)

Punto 5.3 “aggregati” (riferimento UNI EN 206:2021 punto 5.1.3)

L’idoneità è stabilita per:

– aggregati naturali normali, aggregati pesanti e loppa d’altoforno raffreddata in aria conformi alla UNI 8520-2 ed alla UNI EN 12620;
aggregati leggeri conformi alla UNI EN 13055. La UNI 11013 definisce una procedura di prova per la valutazione delle proprietà degli aggregati leggeri in calcestruzzo.
– aggregati di recupero definiti nei punti 3.1.2.14 e 3.1.2.15 e utilizzati in conformità al punto 5.2.3.3 della UNI EN 206:2021;
– aggregati industriali e riciclati conformi alla UNI 8520-2 e alla UNI EN 12620.

Le massime percentuali in massa di sostituzione dell’aggregato fine con aggregato fine riciclato in relazione alla tipologia identificata dalla presente norma, alla classe di esposizione e alla classe di resistenza nel calcestruzzo a prestazione garantita sono definite nel prospetto 5.

Gli aggregati di riciclo fini, secondo la presente norma, sono derivati da impianti di produzione di aggregati di riciclo grossi di tipo A.

Novità: appare per la prima volta nella norma italiana UNI 11104:2025 la possibilità di utilizzare aggregati fini recuperati nel rispetto della norma UNI EN 206:2021, dove non sono indicate le raccomandazioni per l’impiego di aggregati fini ma dove esplicitamente non c’è il divieto.

Ora finalmente la 11104:2025 propone un percorso normato.
UNI/PdR 176/2025(profili di sostenibilità del calcestruzzo preconfezionato)

Anche la Prassi di Riferimento del 25 luglio 2025 al fine di proporre un profilo di sostenibilità per il calcestruzzo preconfezionato fa riferimento alla norma 11104:2025 per individuare gli aggregati recuperati, anche fini, per la produzione del calcestruzzo sostenibile.

Con tutta probabilità verranno aggiornate anche le NTC in linea con le nuove disposizioni della UNI 11104:2005.

Osservazione:
nel percorso, oggi normato, per l’utilizzo degli aggregati fini riciclati da utilizzare nel mix design dei calcestruzzi è importante considerare la presenza, non trascurabile data la specificità dell’aggregato riciclato, delle frazioni fini minori di 2 micron che potrebbero interferire con l’idratazione del cemento.

È pertanto fondamentale verificare che i valori rientrino entro le soglie di accettabilità.

  • frazione fine < 0,063 mm (f)
  • equivalente in sabbia (SE)
  • valore blu di metilene (MB)

è opportuno verificare il rispetto dei limiti, con frequenza minima settimanale, e controllare i valori con quanto consigliato per le classi di esposizione
classe di esposizione XC, XS, XD
f ≤3 %
SE ≥ 70%
MB ≤ 1,0 g/kg
classe di esposizione XF, XA
f ≤1,5 %
SE ≥ 70%
MB ≤ 0,8 g/kg

Articolo scritto da Massimiliano Manzini – tecnologo del calcestruzzo