Il 3 dicembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto CAM Edilizia del 24 novembre 2025, che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi applicabili agli interventi edilizi e alle opere di ingegneria civile nell’ambito degli appalti pubblici. Il provvedimento sostituisce il precedente DM 23 giugno 2022 e introduce un quadro normativo più articolato, orientato al rafforzamento della sostenibilità ambientale e della circolarità nel settore delle costruzioni.

L’Allegato 1 del decreto definisce i criteri per l’affidamento dei servizi di progettazione e direzione lavori, nonché per l’esecuzione degli interventi di costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento. Le modifiche più rilevanti interessano il paragrafo 2, dedicato ai criteri per la progettazione, nel quale viene attribuito al progettista l’onere di dimostrare la conformità ai requisiti CAM.

Materiali da costruzione e verifica della conformità

Un elemento centrale dell’aggiornamento normativo riguarda i materiali da costruzione, per i quali la conformità ai CAM Edilizia 2025 deve essere dimostrata attraverso evidenze tecniche e documentali. In particolare, è richiesta la verifica di:

  • certificazione del contenuto di materiale riciclato, secondo schemi riconosciuti (UNI/PdR 88, Remade® o equivalenti);
  • certificazione del sistema di gestione ambientale (ISO 14001);
  • risultati di prove sulle prestazioni fisico-meccaniche;
  • distanza di approvvigionamento e tracciabilità delle materie prime.

Il decreto, che entrerà in vigore a partire da febbraio 2026, rafforza il principio di validazione da parte di organismi accreditati, in coerenza con le norme UNI EN ISO 14021, 14024, 14025 e con gli standard relativi alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).

Sostenibilità, DNSH ed efficienza energetica

L’aggiornamento dei CAM Edilizia si inserisce in un contesto normativo più ampio, caratterizzato dall’integrazione con il principio DNSH (Do Not Significant Harm), requisito essenziale per l’accesso ai fondi del PNRR. I criteri ambientali vengono così allineati agli obiettivi europei di tutela ambientale e riduzione degli impatti climatici.

Particolare attenzione è riservata anche alla prestazione energetica degli edifici, con il rafforzamento dei requisiti sull’uso delle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica, in linea con le politiche europee sulle cosiddette “case green”. Nei procedimenti di gara vengono inoltre valorizzati criteri premianti legati all’adozione di protocolli di sostenibilità riconosciuti a livello internazionale, come LEED e BREEAM.

Impatti per progettisti e produttori

I CAM Edilizia Pubblica stabiliscono un insieme articolato di requisiti ambientali obbligatori, molti dei quali incidono direttamente sull’attività dei produttori di materiali da costruzione. Tra i criteri più rilevanti rientrano le percentuali minime di contenuto di materiale riciclato o recuperato, l’origine e la tracciabilità del legno, nonché la marcatura CE e la Dichiarazione di Prestazione (DoP) per i prodotti coperti da norma armonizzata.

A partire dall’8 gennaio 2026, con l’applicazione del nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), la DoP dovrà includere anche indicatori ambientali basati su Analisi del Ciclo di Vita (LCA), come il Global Warming Potential (GWP) e parametri di circolarità. In questo contesto, la disponibilità di dati ambientali verificati e la certificazione EPD diventano elementi strategici per l’accesso al mercato degli appalti pubblici.

Lo Studio/Laboratorio Progettoqualità, attraverso il supporto dei propri tecnici, è in grado di affiancare le imprese nel percorso di adeguamento ai requisiti di sostenibilità previsti dai CAM Edilizia.