I cementifici propongono l’impiego di cemento CAM, come soluzione alla percentuale di inerte recuperato per la produzione di calcestruzzo che deve soddisfare i Criteri Ambientali Minimi indicati dal DM del 23 giugno 2022; oltre a questo è possibile utilizzare anche aggregati recuperati indicati anche nel nuovo regolamento End of Waste DM 127/24.
La scelta di utilizzare aggregati recuperati, nell’ottica dell’economia circolare, prevede la conoscenza dei requisiti tecnici dell’aggregato che viene utilizzato per il mix design, quali le caratteristiche fisico meccaniche e chimiche, in quanto, se non verificate, potrebbero influire pesantemente sul risultato finale del calcestruzzo.
Procediamo per gradi, come prima cosa la scelta dell’aggregato recuperato da utilizzare è vincolata dalla resistenza del calcestruzzo richiesto.
Le norme tecniche di costruzioni (NTC) 2018 per i calcestruzzi strutturali impongono il rispetto della tabella 11.2.III dove è necessario rispettare i requisiti richiesti e le percentuali massime da utilizzare.
Nel caso di altri calcestruzzi le norme tecniche di costruzione prevedono percentuali maggiori (60%) ovviamente il risultato finale deve comunque garantire la resistenza prevista dal progetto o capitolato.
Per entrambe le tipologie di calcestruzzo è necessario conoscere le caratteristiche dell’aggregato ed effettuare i test di verifica prima di procedere alla preparazione e fornitura del calcestruzzo stesso per avere la certezza di poter raggiungere il risultato prefissato.
Il laboratorio deve verificare i parametri degli aggregati indicati sia dalla norma UNI EN 12620 che dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 11 Aprile 2007 necessari per lo studio del corretto mix design, verificare la presenza di cloruri e soprattutto di solfati, sempre presenti in concentrazioni elevate nei rifiuti da demolizione, oltre alla presenza di polveri che potrebbero pregiudicare l’adesione del cemento all’aggregato, e l’assorbimento d’acqua sempre elevato negli aggregati recuperati.
Si ricorda che il corretto dosaggio dell’acqua nel mix design evita il rischio di ridurre l’acqua stechiometrica necessaria all’idratazione del cemento ed il conseguente effetto legante, mentre un sovradosaggio può pregiudicare la resistenza del calcestruzzo. Ovviamente il test finale con le prove delle cubiere è necessario per avere la certezza dell’Rck che occorre garantire.