Le norme armonizzate UNI EN 12610 e 13242, se correttamente applicate, consentono di marcare CE un aggregato per poter essere impiegato per la produzione di calcestruzzo o misto cementato.
La consapevolezza di conoscere le caratteristiche dell’aggregato che andremo ad impiegare per la produzione del calcestruzzo o misto cementato dipende dalle informazioni tecniche che abbiamo.
Se queste informazioni rispondono alle reali caratteristiche del materiale abbiamo la quasi certezza che il risultato finale confermerà i nostri calcoli, ma se le informazioni tecniche che abbiamo non sono sicure o non rispondenti a quello specifico aggregato allora il rischio di ottenere un prodotto non conforme alle nostre esigenze, sia esso calcestruzzo o misto cementato, è quasi certo.
Spesso si sottovalutano le caratteristiche degli aggregati utilizzati, si guarda più facilmente al risultato finale, prova di resistenza dei cubetti preparati o prova su piastra in sito.
Mentre la conoscenza dei materiali utilizzati ci garantisce che il risultato finale sarà positivo; sarebbe un grosso problema se a lavori finiti i test fossero negativi e le conseguenze le lascio al lettore.
Perché allora spesso vengono trascurate queste informazioni tecniche iniziali?
Non è possibile preparare un misto cementato che sia conforme al capitolato se non si conosce la curva granulometrica degli aggregati che utilizzeremo, il cemento utilizzato deve semplicemente legare gli aggregati e non riempire, a volte si trovano misti cementati che contengono percentuali di cemento simili al calcestruzzo, illogico e costoso.
Tutto questo si potrebbe evitare con la corretta conoscenza della curva granulometrica dei singoli aggregati che consente di creare la giusta formula.
Anche nella produzione di calcestruzzi la conoscenza delle caratteristiche degli aggregati, specialmente quelli riciclati, ci consente di elaborare mix design per calcestruzzi che siano idonei per l’impiego finale. Gli aggregati riciclati assorbono molta più acqua di quelli naturali e quindi la formula del calcestruzzo deve essere elaborata senza precludere la resistenza che vogliamo raggiungere, ricordiamoci in questo caso che sia la massa volumica che l’assorbimento d’acqua sono basilari per formulare la giusta miscela.
Appare evidente che le analisi fisico-meccaniche oltre a quelle chimiche (cloruri, solfati, ecc.) per conoscere eventuali reazioni negative che potrebbero compromettere il calcestruzzo sono basilari per il risultato finale.
Il nostro Studio-Laboratorio ci consente di analizzare i materiali e studiare la corretta formulazione sia per calcestruzzi che per misti cementati e poter supportare le imprese per raggiungere risultati certi.