Il 5 agosto 2024 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale che introduce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la progettazione, costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali.

L’obiettivo è promuovere pratiche più sostenibili nell’ambito delle opere pubbliche. Inoltre, il Decreto si inserisce in un più ampio piano di trasformazione ecologica, allineandosi con le normative europee in materia di sostenibilità ambientale.

L’adozione dei CAM per le infrastrutture stradali non è una novità isolata. Si tratta di un passo fondamentale nel quadro del Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, un programma volto a integrare la sostenibilità nelle pratiche di acquisto e nelle gare d’appalto della pubblica amministrazione. In un momento storico in cui l’attenzione alle problematiche ambientali è diventata una priorità globale, il Decreto introduce normative più rigorose per tutti gli appalti pubblici relativi a lavori stradali.

Cosa cambia con l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi?

Il Decreto stabilisce linee guida chiare e vincolanti per gli enti pubblici che affidano i lavori di costruzione e manutenzione stradale, imponendo l’adozione di soluzioni più ecologiche. Tra le novità, una particolare attenzione è posta sulla selezione dei materiali da costruzione e sull’efficienza energetica dei processi. In particolare, i CAM promuovono l’uso di materiali riciclati, riducendo l’impatto ambientale e favorendo l’economia circolare.

Le amministrazioni dovranno garantire che le nuove infrastrutture siano energeticamente efficienti, puntando su soluzioni che riducano le emissioni di CO2, e assicurare che i cantieri adottino pratiche a basso impatto ambientale, come la gestione dei rifiuti e la tutela delle risorse naturali. Un altro aspetto fondamentale riguarda la mobilità sostenibile, con una spinta verso la promozione di mezzi e tecnologie a basso impatto, come quelli elettrici e ibridi, nel trasporto pubblico e nelle operazioni di manutenzione stradale.

La normativa in questo campo è in costante evoluzione. Il Decreto del 5 agosto 2024 si inserisce all’interno di un sistema normativo europeo in continuo sviluppo, che impone una forte spinta verso la sostenibilità (vedasi le direttive europee 33 del 2009 e 1161 del 2019 che sono state fondamentali nell’orientare il legislatore italiano verso una maggiore attenzione agli aspetti ecologici delle opere pubbliche).

Il documento si allinea anche con le disposizioni contenute nel Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) che impone alle stazioni appaltanti di integrare nei bandi di gara specifiche tecniche e clausole contrattuali in linea con i CAM, al fine di garantire che le opere pubbliche rispondano a standard elevati di sostenibilità.

Come sottolineato nel Decreto, la sostenibilità ambientale non riguarda solo l’edilizia, ma è un principio che deve permeare ogni aspetto delle opere pubbliche, dalla progettazione alla gestione, passando per la scelta dei materiali.

La transizione verso infrastrutture più sostenibili non è un processo immediato, ma è necessario affinché l’Italia raggiunga gli obiettivi fissati a livello europeo e mondiale in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, inquinamento e consumo delle risorse naturali. Le nuove normative rappresentano un ulteriore passo in questa direzione, spingendo le pubbliche amministrazioni e le imprese del settore a rivedere le proprie pratiche e a investire in soluzioni innovative e green.

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