Il benessere organizzativo non è più soltanto un tema di responsabilità sociale.
Negli ultimi anni le organizzazioni hanno iniziato a comprendere come il benessere delle persone influisca direttamente su produttività, fidelizzazione, attrattività e continuità aziendale.
Con la pubblicazione della UNI/PdR 192:2026, viene introdotto un vero e proprio sistema di gestione dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, che permette alle organizzazioni di strutturare politiche, obiettivi, indicatori e processi verificabili da organismi indipendenti.
Perché nasce questa prassi?
Non nasce semplicemente per migliorare il welfare.
Nasce perché:
- calo della natalità
- invecchiamento della popolazione
- difficoltà di conciliazione
- dimissioni post maternità
- carenza di personale qualificato
La prassi parte proprio da questi presupposti, evidenziando come le imprese possano contribuire concretamente alla creazione di un contesto favorevole alla maternità, alla paternità e ai caregiver.
Cosa prevede concretamente?
La PdR richiede che l’organizzazione sviluppi un sistema di gestione comprendente:
- Politica aziendale
- Piano strategico
- Obiettivi
- KPI
- Audit interni
- Riesame della Direzione
- Miglioramento continuo
Questa impostazione richiama chiaramente i modelli dei principali sistemi di gestione ISO.
Gli ambiti di intervento
La prassi non si limita allo smart working.
Affronta:
- maternità
- paternità
- caregiver
- flessibilità
- welfare
- sviluppo professionale
- salute
- supporto economico alle famiglie
Un approccio decisamente più ampio rispetto a quanto spesso viene identificato come semplice “work-life balance”.
Il ruolo dei KPI
La prassi introduce indicatori misurabili suddivisi in sette aree:
- organizzazione del lavoro;
- supporto alla maternità;
- supporto alla genitorialità;
- supporto ai caregiver;
- salute e benessere;
- sostegno economico;
- sviluppo professionale.
Non vengono quindi richieste semplici dichiarazioni d’intenti, ma evidenze oggettive che consentano di monitorare nel tempo l’efficacia delle politiche adottate.
Quali aziende potrebbero essere interessate?
Secondo me:
- aziende certificate ISO 9001
- aziende certificate UNI/PdR 125
- grandi imprese
- gruppi industriali
- pubblica amministrazione
- aziende attente all’employer branding
troveranno questa PdR particolarmente interessante.
Il mio punto di vista
Ritengo che la UNI/PdR 192 rappresenti un’evoluzione importante nella gestione delle risorse umane.
Pensate che nei prossimi anni la conciliazione vita-lavoro diventerà un elemento competitivo per le organizzazioni, al pari della qualità, dell’ambiente o della sicurezza?