Il vantaggio di un nuovo approccio

Grazie alle recenti evoluzioni normative e agli avanzamenti tecnologici nel settore della produzione di calcestruzzo, è possibile ora percorrere una nuova strada per la produzione di calcestruzzo preconfezionati. Questo nuovo approccio, non solo garantisce ai produttori di calcestruzzo il rispetto degli standard ambientali imposti dalla normativa vigente, ma offre anche una serie di vantaggi, economici e di competitività sul mercato.  

La normativa attuale richiede l’uso di almeno il 5% di materiali riciclati o recuperati nella produzione di calcestruzzo. Questo non solo è un obbligo legale, ma rappresenta anche un’opportunità per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità ambientale del vostro prodotto. 

I nuovi obblighi normativi 

Il Decreto MITE del 23 giugno 2022 ha rappresentato un passo rilevante nella legislazione ambientale italiana; Esso stabilisce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) che devono essere rispettati nei processi di acquisto pubblico, in particolare per quanto riguarda la produzione di calcestruzzo e altri materiali da costruzione. 

Con particolare attenzione alla produzione di calcestruzzo, questo decreto stabilisce criteri rigorosi per l’uso di materiali riciclati e processi produttivi ecocompatibili, mirando a ridurre l’impatto ambientale e a incentivare un’economia circolare nell’industria del calcestruzzo.

Il Decreto MITE del 23/06/2022 stabilisce al punto 2.5.2 … I calcestruzzi confezionati in cantiere e preconfezionati hanno un contenuto di materie riciclate, ovvero recuperate, ovvero di sottoprodotti, di almeno il 5% sul peso del prodotto, inteso come somma delle tre frazioni. Tale percentuale è calcolata come rapporto tra il peso secco delle materie riciclate, recuperate e dei sottoprodotti e il peso del calcestruzzo al netto dell’acqua (acqua efficace e acqua di assorbimento). Al fine del calcolo della massa di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto, va considerata la quantità che rimane effettivamente nel prodotto finale. 

La percentuale indicata si intende come somma dei contributi dati dalle singole frazioni utilizzate. 

Verifica 

La Relazione CAM, di cui criterio “2.2.1-Relazione CAM”, illustra in che modo il progetto ha tenuto conto di questo criterio progettuale…

Dalla lettura dell’articolo si evince che è possibile produrre calcestruzzi utilizzando sia End of Waste che sottoprodotti. In entrambi i casi i materiali devono essere marcati CE ai sensi dello standard UNI EN 12620 e, nel caso dei sottoprodotti, viene richiesto il rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 184 bis del D.lgs. 152/2006.

Quando si può parlare di sottoprodotto? Durante la produzione e la fornitura di calcestruzzo è possibile che all’interno della betoniera rimanga un residuo della fornitura.  Ciò che avanza dalle lavorazioni è da considerarsi ancora parte del ciclo produttivo che lo ha originato ed è classificabile come sottoprodotto in base all’art. 184bis del D.lgs. 152/2006 ed è agevole la dimostrazione dei requisiti di cui allo stesso articolo. 

Questo approccio offre benefici economici significativi per gli impianti di betonaggio, che in precedenza dovevano smaltire questi residui di produzione come rifiuti di cui al codice EER 10.13.11.

Descrizione del ciclo produttivo 

l processo implica la trasformazione del residuo della betoniera, da sottoprodotto ad aggregato. Questo avviene attraverso un processo di solidificazione naturale (indurimento) seguito da frantumazione e vagliatura, al fine di ottenere un aggregato che soddisfi i requisiti necessari per l’uso nel mix design del calcestruzzo.

Le fasi di essiccazione naturale, frantumazione e vagliatura sono classificate come “normali pratiche industriali” ai sensi dell’articolo 6 del DM 264/2016, permettendo così al sottoprodotto di mantenere tale status e di essere marchiato CE secondo la norma UNI EN 12620 sistema 2+.

Il passo finale prevederà poi la preparazione della certificazione del prodotto in conformità ai requisiti CAM, come specificato nella sezione 2.2.1 del Decreto MITE del 23 giugno 2022. 

Per la verifica del rispetto dei Criteri Ambientali Minimi il legislatore prevede la Relazione CAM, che deve essere redatta seguendo le indicazioni 

… Il contenuto di materia riciclata ovvero recuperata ovvero di sottoprodotti è dimostrato tramite una delle seguenti opzioni, producendo il relativo certificato nel quale sia chiaramente riportato il numero dello stesso, il valore percentuale richiesto, il nome del prodotto certificato, le date di rilascio e di scadenza:

  1. una dichiarazione ambientale di Prodotto di Tipo III (EPD), conforme alla norma UNI EN 15804 e alla norma UNI EN ISO 14025, quali ad esempio lo schema internazionale EPD© o EPDItaly©, con indicazione della percentuale di materiale riciclato ovvero recuperato ovvero di sottoprodotti, specificandone la metodologia di calcolo;
  2. certificazione “ReMade in Italy®” con indicazione in etichetta della percentuale di materiale riciclato ovvero di sottoprodotto;
  3. marchio “Plastica seconda vita” con indicazione della percentuale di materiale riciclato sul certificato;
  4. per i prodotti in PVC, una certificazione di prodotto basata sui criteri 4.1 “Use of recycled PVC” e 4.2 “Use of PVC by-product”, del marchio VinylPlus Product Label, con attestato della specifica fornitura;
  5. una certificazione di prodotto, basata sulla tracciabilità dei materiali e sul bilancio di massa, rilasciata da un organismo di valutazione della conformità, con l’indicazione della percentuale di materiale riciclato ovvero recuperato ovvero di sottoprodotti.
  6. una certificazione di prodotto, rilasciata da un Organismo di valutazione della conformità, in conformità alla prassi UNI/PdR 88 “Requisiti di verifica del contenuto di riciclato e/o recuperato e/o sottoprodotto, presente nei prodotti”, qualora il materiale rientri nel campo di applicazione di tale prassi…

 

 A seguito della certificazione del prodotto, l’aggregato potrà essere utilizzato nel mix design per la produzione di calcestruzzo CAM.

Il nostro studio di consulenza, in collaborazione con un ente di certificazione riconosciuto da ACCREDIA, ha già applicato questo nuovo percorso in alcuni impianti di betonaggio, riutilizzando il residuo di calcestruzzo come sottoprodotto nella produzione di calcestruzzo CAM. 

Grazie ai molti anni di esperienza maturata sul campo, Progettoqualità è in grado di fornirvi un’assistenza continuativa e di affiancarvi in questo percorso, fino a raggiungere l’ottimizzazione del vs. processo produttivo e una notevole ottimizzazione delle risorse. 

Siamo a Vs. disposizione per richieste di chiarimenti ed informazioni più dettagliate.